Epinephelus marginatus (Lowe, 1834) SCHEDA NOME, HABITAT, RIPRODUZIONE

 

Regno: Animalia  - Phylum: Chordata - Classe: Actinopterygii - Ordine: Perciformes - Famiglia: Serranidae - Genere: Epinephelus

Nome italiano: Cernia bruna  

Nome inglese: Dusky grouper  

Nome regionale:

 

 

Descrizione: Il nome E. guaza, che è stato ufficialmente in uso fino ai primi anni '90 e che si trova ancora in alcune guide e siti web, è sbagliato per due motivi:  E' il nome che Pehr Löfling naturalista del '700 e allievo di Linneo, attribuì in origine ad una specie di cernia del genere Mycteroperca osservata lungo le coste del Venezuela: il giovane naturalista morì poco dopo il suo rientro dal viaggio in Sud America e Linneo, che cercò di mettere in ordine i suoi appunti di viaggio, finì col pensare che il Labrus gvaza a cui si faceva riferimento fosse stato trovato dal giovane in Spagna, dove aveva vissuto prima di partire. Solo molti anni dopo, nel 1991, controllando dettagliatamente la descrizione di questo pesce, ci si rese conto che non corrispondeva affatto alla nostra cernia bruna.  In secondo luogo, per molti anni si è fatta molta confusione tra due specie di cernia del Mediterraneo abbastanza simili tra loro, benchè si trovino in zone diverse:la cernia di Haifa e la cernia bruna. Per molti anni le due specie sono state comprese sotto lo stesso nome, appunto E. guaza, finchè non ci si è resi conto che si trattava di specie differenti (la cernia di Haifa non è presente nel Mediterraneo nord occidentale). La cernia bruna vive in ambienti rocciosi nei quali stabilisce la propria tana, in anfratti o cavità: per questo è considerata una specie semi-criptica. L'ambiente sottomarino del promontorio di Portofino, ricco di fenditure nella roccia, accumuli di massi, scogli o detriti di franata presenta le caratteristiche indispensabili per l'insediamento di questi pesci. Sono inoltre importanti una pendenza del fondale media e la presenza di massi molto grandi: in un ambiente di questo tipo si moltiplicano le possibilità di trovare tane e rifugi temporanei. Osservando le cernie dell'AMP di Portofino abbiamo visto che la preferenza per la pendenza del fondale è influenzata dalle dimensioni degli individui; più una cernia è grande, meno essa sente il bisogno di nascondersi, ed è quindi disposta a nuotare su fondali ripidi e quasi verticali. Anche la profondità alla quale è possibile incontrare le cernie dipende in parte dalle loro dimensioni: in aree che non hanno nessun vincolo di protezione le cernie più grandi vivono a profondità maggiori, perchè timorose della pesca subacquea, mentre nelle zone meno profonde si trovano gli individui più giovani. Invece nei luoghi dove esiste protezione, come a Portofino, le cernie, sia grandi che piccole, si incontrano in maggior numero ad una profondità compresa tra i 15 e i 20 metri. La cernia bruna è un ermafrodita proteroginico (cioè la gonade prima sviluppa la parte femminile e successivamente quella maschile) con un ciclo vitale lento: gli individui maturano come femmine solo intorno ai cinque anni di età, cioè più o meno 45 cm di lunghezza, e intorno ai 9-12 anni, quando raggiungono i 60-90 cm, subiscono un'inversione sessuale, diventando maschi pronti per la riproduzione. La taglia massima che può essere raggiunta dalla cernia bruna è circa 120 cm, che corrsiponde ad un'età di almeno quarant'anni. La riproduzione, per questi animali è un evento complesso, nel corso del quale si formano colonie formate da un maschio dominante e diverse femmine, e vengono usate colorazioni e comportamenti particolari. La trasformazione da femmina a maschio dipende anche da stimoli socio-comportamentali: se sono presenti molti individui di grandi dimensioni, non è detto che tutti cambino sesso diventando maschi, perchè non sarebbero necessari. Al contrario, se la popolazione è costituita solo da individui giovani, allora alcuni cambieranno sesso e diventeranno maschi prima di raggiungere i 60-90 cm di taglia. Le colorazioni della cernia bruna, dette "livree", sono state osservate e descritte da più di un ricercatore; le più spettacolari sono legate al periodo della riproduzione, ma anche in condizioni normali i colori possono cambiare leggermente in risposta a diversi stimoli. Chiunque abbia incontrato sott'acqua una piccola cernia ha potuto osservare che essa è in grado di "cambiare colore", ovvero accentuare il contrasto tra le macchie chiare e la colorazione di base scura, nel giro di un secondo: questa reazione le serve a confondersi meglio con le alghe e le spugne che incrostano il fondo. In altre occasioni, le macchie chiare possono scomparire quasi del tutto per poco tempo, ma il motivo ancora non è chiaro: sembra che questa sia una colorazione legata all'aggressività. Le livree (inserire link al disegno livree con didascalia) più particolari ed interessanti, però, sono tipiche del periodo riproduttivo: in particolare, le femmine diventano leggermente più chiare, mentre la colorazione dei maschi dominanti è caratterizzata da un insieme di disegni chiari (grigio-bianchi) su fondo quasi nero, diversi dal normale disegno: le strisce argentate formano dei raggi intorno all'occhio; l'opercolo appare coperto di macchie chiare ben visibili; la parte posteriore del corpo si copre di strisce argentate, più marcate ventralmente; l'iride acquista un aspetto brillante, schiarendosi; le pinne impari diventano grigie e perdono il caratteristico margine chiaro. Questa è la livrea cosìddetta "silver", perchè particolarmente brillante. La riproduzione ha luogo nei mesi estivi, quando l'acqua ha raggiunto i 25°C in superficie, al tramonto. Non si ha notizia di riproduzione in mar Ligure, ma la presenza di giovanili lungo le nostre coste ci fa pensare che potrebbe avvenire anche qua. Durante la deposizione delle uova, i maschi prendono possesso di un territorio tra i 15 e i 35 m di profondità, a seconda anche della presenza di disturbo da parte dell'uomo, mentre le femmine rimangono in zone meno profonde. L'attività sessuale comprende, oltre all'accoppiamento, elaborati comportamenti aggressivi di protezione del territorio da parte dei maschi, che compiono periodiche incursioni tra le femmine radunate, per dar loro modo di vedere dove si trova il territorio riproduttivo.